


(7)Recensito da Donato ZoppoIl primo passo sul sentiero... l'esordio del trio tedesco.
E' un sentiero difficile, quello dei Night Patrol. La giovane band tedesca ha autoprodotto questo ambizioso album d'esordio che vede anche la collaborazione di un ottimo grafico italiano, quel Nello Dell'Omo che pian piano sta facendo valere la sua abilità. Ma al di là della pregevole confezione e della indubbia preparazione del trio, "The Path" sconta un problema di "comunicazione". Più volte ho scritto che la forma suite non va d'accordo con i tempi e i ritmi della contemporaneità, e lo spirito del progressive può sopravvivere solo se espresso in modi differenti, anche con suite che però abbiano una maggiore capacità di sintesi e coinvolgimento. Piazzare in un lp di debutto un mastodonte di 42 minuti come "Mikrobil", versione riveduta e corretta della psichedelia d'avanguardia alla "Moonchild", è piuttosto rischioso.
A proposito di King Crimson: i Night Patrol sono tra i più recenti e seri interpreti del sound frippiano, rielaborato alla luce di dettami fusion e prog-metal. I tre prediligono comunque la lunga durata e in brani come "Exile of forbidden dreams" e la title-track, un'eccitante mini-suite, sfoderano costruzioni ardite e iperboliche, con suoni metallici e taglienti, a volte ammorbiditi da un gradevole uso del mellotron e dei synths. Il sound dei NP può ricordare quello dei connazionali High Wheel per complessità e spessore, ma le ritmiche così squadrate e secche rimandano purtroppo ai peggiori episodi del new prog, così come ai suoni "plastificati" dell'ultimo Cathedral. Peccato perchè un pezzo di prog-fusion lunatica e rarefatta come "Virus dance" è accostabile ai Djam Karet per eccentricità.
Il trio macina ritmi turbolenti (vedi "Nuclear Morning"), mette in piedi arrangiamenti sofisticati e valorizza ingressi strumentali di sax e midi-guitars, talvolta interpreta per bene i dettami del più recente Balletto di Bronzo (grinta, passione e tecnica). Se da una parte i Night Patrol hanno coraggio nel proporre una formula così satura, dall'altra hanno poca audacia nell'esplorare nuove soluzioni. Vista la preparazione e la caratura tecnica del trio, speriamo che il prossimo disco approfondisca le aperture sperimentali già presenti. In ogni caso, "The path" è un esordio più che dignitoso.
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